Il Cooperative Mobility Ecosystem di Honda

Introdotto al CES di Las Vegas a gennaio di quest’anno il Cooperative Mobility Ecosystem di Honda è un nuovo concetto di mobilità che sfruttta l’interconnessione tra i veicoli e gli edifici per ridurre il rischio di incidenti, prevenire gli ingorghi e fornire informazioni utili ai conducenti dei mezzi di trasporto nel corso del viaggio.

Il concetto messo in pratica da Honda è molto interessante ed è interamente basato sull’IoT (Internet of Things). Nella visione della casa giapponese tutti i veicoli e la maggior parte degli edifici, e dei semafori dovrebbe essere equipaggiato di sensori ed essere connesso alla rete, per essere in grado di scambiare informazioni con tutti gli altri utenti, in questo caso i veicoli, presenti nel network.

I dati che possono essere raccolti sono numerosi e possono essere relativi alle condizioni del traffico, quelle della strada, la presenza di un incidente o di particolari eventi straordinari (pensate a un sottopassaggio allagato). Una volta in movimento i veicoli si comportano come una sorta di stormo, scambiando informazioni raccolte durante il tragitto con il resto della rete.

Le potenziali di questa tecnologia sono enormi, specialmente se si pensa che può avere una valenza non solo nell’ambito della sicurezza stradale, ma anche in quello della pubblicità e dell’intrattenimento, prodonendo informazioni agli utenti sulla base della loro posizione e delle necessità note al momento.

I veicoli saranno interconnessi anche quando non in uso e continueranno a monitorare le condizioni circostanti e condividerle con il resto del netwrok, di fatto rendendo un servizio che contribuisce a rendere la rete efficacie per gli utenti che invece si trovano in movimento.

Honda ha poi annunciato la collaborazione con Visa, Dreamworks Pictures e una serie di start-up che sono entrate a far parte dell’Honda Developer Studio e l’Honda Open innovation program operativi nella sede che la casa giapponese ha appositamente creato nella Silicon Valley.

Non saremo proprio in linea con le previsione di Zemeckis e Spielberg che in Ritorno al Futuro 2 avevano presentato un 2015 con macchine volanti e autostrade nei cieli, ma forse in questo momento storico abbiamo per la prima volta a disposizione la tecnologia per iniziare a introdurre delle vere innovazioni anche nel mondo dell’automotive

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